Recupero crediti in Italia

L'imprenditore che intrattiene rapporti commerciali all'estero corre sempre il rischio di dover gestire situazioni nelle quali il proprio partner straniero non adempie correttamente o non adempie affatto alla propria obbligazione di pagamento.

La questione del recupero del credito, che già presenta profili di complessità quando le parti in causa  condividono la stessa nazionalità,  si complica ulteriormente quando il creditore ed il  debitore hanno sede in paesi diversi. In questo caso, infatti, la diversità di lingua e di cultura, per non parlare delle diverse regole giuridiche e di costume, contribuiscono ad alimentare le difficoltà di recupero con inevitabile ricaduta sulle concrete possibilità di tutela del credito.

Una corretta e tempestiva informazione in merito alle strategie ed alle procedure applicabili nel luogo dove l'insolvenza del debitore si è  manifestata, é pertanto essenziale se si vuole avere qualche possibilità di concludere con successo la procedura di recupero del vostro credito.

Lo scopo della presente trattazione é dunque quello di illustrare ed esaminare le diverse possibilità che si profilano, per l'operatore commerciale estero che abbia intrapreso un business con un partner italiano, al fine di poter pervenire al recupero del proprio credito.

Questi gli argomenti che verranno qui di seguito trattati:
1.    La lettera di sollecito
2.    Bierens Incasso Advocaten
3.    Recupero crediti in Germania
Sub 1: Recupero crediti - Fase stragiudiziale
Sub 2: Recupero crediti – Fase giudiziale
Sub 3: Ricorso per ingiunzione di pagamento
Sub 4: Processo di cognizione ordinario
Sub 5: Sequestro conservativo
Sub 6: Fallimento
4.    Consulenza in materia di recupero crediti in Italia

1. La lettera di sollecito

Scaduto il termine di pagamento consensualmente pattuito, si consiglia di contattare telefonicamente   la società debitrice, per comprendere le ragioni del ritardo e valutare l'opportunità  di inviare subito una lettera di sollecito, a mezzo raccomandata a/r, indirizzata al legale rappresentante pro tempore della società vostra cliente. È consigliabile scrivere la lettera in italiano, fissando, se le circostanze  del caso lo richiedono, un termine perentorio entro il quale il pagamento dovrà essere da voi ricevuto con avvertimento che, in difetto, vi troverete costretti, vostro malgrado, a trasferire la pratica presso uno studio legale.
Se la vostra lettera resta priva di qualsivoglia riscontro, è necessario rompere gli indugi  e rivolgersi subito ad uno studio legale specializzato in materia di recupero crediti.

2. Bierens Incasso Advocaten

Lo studio legale Bierens si compone di un team di giuristi ed avvocati specializzati nella materia del recupero crediti a livello internazionale. Nel nostro ufficio di Amsterdam, dove ha sede il dipartimento internazionale, vi é una sezione italiana, composta da avvocati madrelingua. Essi non solo saranno in grado di gestire la vostra pratica di recupero crediti in Italia, con la competenza e la professionalità che derivano dalla padronanza della lingua del vostro debitore e dalla conoscenza delle leggi e delle procedure italiane, ma anche di tenervi costantemente aggiornati, nella lingua da voi richiesta, sullo stato della procedura, e ciò grazie alla collaborazione con gli  avvocati di nazionalità olandese, francese, inglese, polacca, portoghese, spagnola e tedesca, che gestiscono le rispettive sezioni  del dipartimento internazionale.

Sub 1: Recupero crediti - Fase stragiudiziale
Non appena ottenuto il conferimento del mandato, Bierens Incasso Advocaten avvierà la procedura  di recupero crediti stragiudiziale mediante l'invio immediato di un primo sollecito epistolare con il quale verrà intimato al debitore il pagamento, entro sette giorni, della somma dovuta, comprensiva di interessi e maggiori costi.
In difetto di riscontro, seguiranno altri due solleciti epistolari, che verranno inviati a distanza di sette giorni l'uno dall'altro, contenenti l'avvertimento che il mancato pagamento comporterà l'avvio della procedura giudiziaria per il recupero forzoso del credito.
La procedura di recupero crediti stragiudiziale, fortemente raccomandata in quanto consente di evitare l'aggravio di costi ed i tempi inevitabilmente connessi alle  azioni giudiziarie, presuppone ovviamente la collaborazione del debitore. Bierens Incasso Advocaten tenterà di concordare un piano di rientro  tramite solleciti epistolari e telefonici.
Nel caso in cui il tentativo di addivenire ad una bonaria definizione della controversia non dovesse portare ad alcun risultato, sarà possibile eseguire accertamenti economico/patrimoniali sulla società debitrice per valutare, di concerto con voi, l'opportunità di avviare la procedura giudiziaria.
Allo stesso modo, se si giunge ad un accordo ed il debitore si dichiara disponibile al pagamento - immediato o rateizzato -  Bierens Incasso Advocaten si adopererà per ottenere tutte le garanzie necessarie tese ad assicurare il rispetto, da parte del debitore, degli accordi presi. Anche in tal caso sarà possibile effettuare accertamenti economico/patrimoniali per verificare le reali condizioni economiche del debitore.

Sub 2: Recupero crediti – Fase giudiziale
La fase giudiziale viene avviata con l'obiettivo di conseguire un titolo esecutivo, ossia l'atto in base al quale è  possibile avviare l'esecuzione forzata sui beni del debitore.
È opportuno precisare che nel sistema italiano esistono due principali tipi di titoli esecutivi:
1) titoli esecutivi giudiziali che si formano nell'ambito ed al termine di un processo o, comunque, all'esito di una attività giurisdizionale e sono, a titolo esemplificativo,  tutte le sentenze di condanna al pagamento di una somma di denaro ed i provvedimenti ai quali la legge attribuisce efficacia di titolo esecutivo (ad es. il decreto ingiuntivo ed il verbale di conciliazione giudiziale)
2) titoli esecutivi stragiudiziali che si formano al di fuori di un processo e sono, a titolo esemplificativo: la cambiale tratta, il vaglia cambiario, l'assegno bancario.
Se il creditore é già in possesso di un titolo esecutivo (ad es. cambiali o assegni protestati) potrà agire immediatamente per ottenere l'esecuzione forzata sui beni del debitore.
Negli altri casi l'esecuzione forzata potrà essere intrapresa, come già detto, solo in virtù di titoli esecutivi costituiti mediante l'avvio di una procedura giudiziaria.
In linea di principio é preferibile intraprendere l'azione giudiziaria previa verifica del buon esito del recupero coattivo del credito ossia solo nei casi in cui, a seguito degli accertamenti economico/patrimoniali eseguiti nella fase stragiudiziale, emerga un capitale sufficiente a coprire il credito insoluto.
La mancanza di beni pignorabili rende sconveniente l'avvio dell'azione giudiziaria: nel caso in cui il debitore non dovesse dare  esecuzione spontanea al provvedimento del giudice, sarà il creditore a dover sopportare le spese legali fino a quel momento sostenute.

A seconda del tipo e delle caratteristiche del diritto di credito da voi vantato Bierens Incasso Advocaten saprà suggerirvi la procedura giudiziaria più efficace.

Sub 3: Ricorso per ingiunzione di pagamento
Se siete creditori di una somma liquida di denaro (ossia certa nel suo ammontare) e se il vostro diritto è  fondato su prova scritta, é possibile presentare al giudice una domanda volta ad ottenere l'emissione di una ingiunzione di pagamento nei confronti del debitore (c.d. decreto ingiuntivo). Il decreto ingiuntivo è il provvedimento con il quale il giudice ingiunge al debitore di pagare la somma di denaro richiesta nel termine di 40 giorni dalla notifica del decreto medesimo, con l'avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione e che, in mancanza di opposizione si procederà ad esecuzione forzata. Se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo ovvero se si produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere, il giudice potrà anche emettere il decreto ingiuntivo con la formula della  esecutorietà provvisoria, ciò che vi consentirà di intraprendere immediatamente l'esecuzione forzata senza dover attendere il decorso dei 40 giorni.
Detto procedimento sommario  consente al creditore di ottenere un titolo esecutivo in tempi relativamente brevi ed a costi estremamente contenuti.  Tuttavia se il debitore propone opposizione al decreto ingiuntivo, ciò determinerà l'avvio di un procedimento ordinario a cognizione piena, nell'ambito del quale il debitore avrà la possibilità di far valere le proprie ragioni, con conseguente allungamento dei tempi processuali. E' opportuno precisare, però, che se l'opposizione non è  fondata su prova scritta o di pronta soluzione il giudice potrà ancora concedere l'esecuzione provvisoria del decreto (qualora non sia stata concessa prima per mancanza dei presupposti di legge). Il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, inoltre, costituisce titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni del debitore.

Sub 4; Processo di cognizione ordinario
In mancanza dei presupposti stabiliti dalla legge per poter ottenere un decreto ingiuntivo, nel caso in cui non si disponga già di un titolo esecutivo, sarà necessario agire in via ordinaria. Ciò determinerà tuttavia un notevole prolungamento dei tempi processuali ed un considerevole aumento dei costi della procedura.

Sub 5: Sequestro conservativo
Se avete il fondato timore di perdere la garanzia del vostro credito, sarà possibile presentare al giudice una istanza volta ad ottenere una autorizzazione al sequestro conservativo dei beni del debitore o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne permette il pignoramento. Lo scopo di questa misura cautelare é quello di assicurare l'utilità di una futura espropriazione forzata, creando un vincolo giuridico sui beni del debitore che rende inoffensivo nei confronti del creditore ogni atto di disposizione giuridica del bene medesimo.
Il provvedimento cautelare diviene inefficace se nel termine perentorio stabilito dal giudice non viene avviato il giudizio di merito finalizzato ad ottenere la sentenza di condanna nei confronti del debitore.
Il sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il creditore ottiene la sentenza di condanna esecutiva.
I tribunali italiani sono estremamente severi  quando si tratta di concedere una misura cautelare e richiedono una prova rigorosa non solo del fumus boni iuris (prova sommaria del diritto fatto valere) ma anche e soprattutto del periculum in mora (pericolo o fondato timore di perdere la garanzia del credito). L'accoglimento della domanda, dunque, è tutt'altro che scontata.

Sub 6: Fallimento
In generale, se il vostro debitore é un imprenditore commerciale che si trova in stato di insolvenza è possibile presentare una istanza al Tribunale tesa ad ottenere una sentenza dichiarativa di fallimento con conseguente avvio della procedura fallimentare. Tale procedura é finalizzata a soddisfare coattivamente ed in modo paritario i diritti dei creditori attraverso la liquidazione delle attività presenti nel patrimonio del debitore.
Con la sentenza dichiarativa di fallimento il debitore viene privato dei suoi beni (fatta eccezione per i beni ed i diritti strettamente personali, assegni alimentari, ecc.) i quali vengono sottoposti alla amministrazione del curatore fallimentare, nominato dal giudice, il quale redige l'inventario e provvede alla loro liquidazione.

4. Consulenza in materia di recupero crediti in Italia

Desiderate maggiori informazioni sul recupero crediti in Italia? Vi invitiamo a contattare la  sezione italiana del nostro dipartimento internazionale al numero telefonico +31 (0) 203 12 11 00 o ad inviare una mail a [email protected].