Recupero crediti in Paesi Bassi

Sebbene abbiano una estensione piuttosto modesta, i Paesi Bassi mantengono una posizione di rilievo nella  classifica delle economie mondiali. La Germania costituisce sicuramente il più importante partner commerciale dei Paesi Bassi, seguita dal Belgio, dalla Francia, dal Regno Unito, dall’Italia e dagli Stati Uniti. Per non parlare degli scambi commerciali con i paesi dell’Asia, dell’Africa e del Sud America, che stanno a dimostrare la straordinaria apertura di questo piccolo paese europeo al commercio internazionale. Proprio tale dinamismo economico ha consentito ai Paesi Bassi di fronteggiare con successo la crisi economica internazionale.

Ciononostante, anche i Paesi Bassi si trovano a dover affrontare il problema dei ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali.

Lo scopo della presente trattazione é dunque quello di illustrare ed esaminare le diverse possibilità che si profilano per l'operatore commerciale che voglia pervenire al recupero del proprio credito  nei Paesi Bassi.

Questi gli argomenti che verranno qui di seguito trattati:
1.    Il recupero stragiudiziale del credito
2.    Le azioni giudiziali
Sub 1: L'istanza di fallimento
Sub 2: Il processo ordinario di cognizione
Sub 3: Il sequestro conservativo
Sub 4: Il processo sommario di cognizione
3.    Il recupero delle spese e degli interessi in via stragiudiziale

1. Il recupero stragiudiziale del credito

È prassi nei Paesi Bassi esperire un primo tentativo bonario di recupero del credito. L’imprenditore olandese, infatti, ha la tendenza ad effettuare il pagamento delle fatture solo dopo aver ricevuto diversi solleciti e intimazioni di pagamento, confidando nel fatto che il creditore, soprattutto se estero, lascerà trascorrere del tempo prima di conferire incarico ad uno studio legale.
Nei Paesi Bassi il recupero del credito viene affidato agli ufficiali giudiziari per il tramite di avvocati  specializzati. L’assistenza di un legale, infatti, è indispensabile se si vuole intraprendere una procedura giudiziale di valore superiore a € 5'000.00 o se si vuole presentare istanza di fallimento. Quest’ultimo istituto, in particolare, costituisce lo strumento  più efficace di recupero del credito ed è, pertanto, altamente utilizzato. 
Il debitore olandese, dal canto suo, consapevole di non poter subire alcun pregiudizio fino a quando la pratica di recupero non venga gestita da un avvocato, spesso ignora le intimazioni di pagamento se inviate da mere agenzie di riscossione o da ufficiali giudiziari. Per converso, le controversie trattate fin dall’inizio da avvocati specializzati nel recupero crediti nella maggioranza dei casi si risolvono positivamente, per il creditore, già nella fase stragiudiziale.

2. Le azioni giudiziali

Sub 1: L'istanza di fallimento 
Come già evidenziato, nei Paesi Bassi l'istanza di fallimento costituisce lo strumento più efficace di recupero del credito, in quanto caratterizzato da estrema rapidità di azione e da costi altamente contenuti. Infatti, a differenza dell’Italia per esempio, il fallimento di un debitore insolvente può essere richiesto senza necessità di un titolo esecutivo: è sufficiente che il debitore si trovi in una situazione di cessata effettuazione dei pagamenti.
La procedura, pertanto, può essere avviata in presenza di almeno un debito esigibile e di una richiesta di pagamento (art. 6 L.F.). L’assistenza di un avvocato è indispensabile ai fini dell’avvio della procedura fallimentare, che ha inizio successivamente alla notifica, al debitore, della istanza di fallimento e a seguito della mancata contestazione del credito, nei termini di legge, da parte del debitore medesimo. Vi è da dire che si registrano molteplici casi in cui il debitore olandese adempie alla sua obbligazione di pagamento successivamente alla notifica della istanza di fallimento e, quindi, prima del concreto avvio della procedura.

Molto spesso, attraverso la semplice notifica dell’istanza di fallimento è possibile recuperare non solo il credito principale ma anche le spese legali.

L’avvio della procedura fallimentare, inoltre, consente di evitare l’instaurazione di un inutile e dispendioso procedimento ordinario di cognizione ogniqualvolta, nel corso della procedura, venga accertato lo stato di effettiva insolvenza del debitore. 

In caso di dichiarazione di fallimento, le spese legali conseguenti alla presentazione della istanza (circa € 1'559.00), in quanto crediti privilegiati, sono di solito rimborsate dal curatore fallimentare.

Da evidenziare, infine, che i costi della procedura fallimentare sono significativamente inferiori rispetto a quelli di un procedimento ordinario di cognizione.

Sub 2: Il processo ordinario di cognizione
Se il credito è contestato, è  possibile instaurare un processo ordinario di cognizione mediante citazione del debitore dinanzi al tribunale olandese territorialmente competente. 

La controparte è tenuta a depositare le proprie difese entro sei settimane dalla notifica dell’atto di citazione. La legge olandese attribuisce ad essa il diritto di poter richiedere, entro il suddetto termine, un ulteriore termine di 6 settimane per replicare a quanto argomentato e dedotto dal creditore nell’atto di citazione, diritto di cui il debitore fa spesso uso. 

Decorsi tre/quattro mesi dal deposito delle difese, avrà luogo la prima udienza per il tentativo di conciliazione. Nella pratica detta udienza viene fissata dal giudice non prima di sei/ otto mesi dalla notifica dell’atto di citazione. 

Se nel corso della prima udienza nessuna conciliazione viene raggiunta, il giudizio proseguirà il suo corso e le parti saranno invitate a fornire la prova di quanto argomentato e dedotto nei rispettivi atti, anche mediante citazione di eventuali testimoni. In tal caso la procedura giudiziale potrà durare da dodici a diciotto mesi.
Giova precisare che gli avvocati olandesi, secondo quanto disposto dalle norme del Codice Deontologico,  non sono autorizzati ad applicare un onorario solo in funzione del risultato positivo ottenuto. 
In media il costo di un processo ordinario di cognizione varia da un minimo di € 2'000.00 ad un massimo di € 5'000.00. Per cause estremamente complesse il costo può raggiungere anche  cifre considerevolmente elevate.

Esempi di procedure europee alternative.
Promuovere un procedimento giudiziale in un paese straniero costituisce, per molte società, un problema di non facile soluzione.
A questo proposito si evidenzia che gli interventi normativi comunitari in materia di diritto processuale civile internazionale hanno portato ad una ampia attuazione del principio di mutuo riconoscimento delle decisioni in materia civile e commerciale attraverso due principali interventi normativi: il regolamento comunitario n. 805/2004 sul titolo esecutivo europeo ed il regolamento n. 1896/2006 che istituisce un procedimento europeo di ingiunzione di pagamento.
Il primo (Regolamento n. 806/2004) prevede, in estrema sintesi, che le decisioni giudiziarie relative a crediti non contestati, pronunciate nello Stato di appartenenza del creditore, possono essere certificate, nel medesimo Stato, quale titolo esecutivo europeo e possono essere automaticamente eseguite nello Stato membro di esecuzione (di appartenenza del debitore) senza alcuna procedura intermedia di riconoscimento (exequatur).
Per esempio se il creditore è italiano, il giudice italiano ha giurisdizione in materia e la controversia è regolata dalla legge italiana, è possibile instaurare in Italia un procedimento giudiziale contro un debitore olandese. Se il credito non è contestato, la sentenza emessa dal tribunale italiano, ai sensi del Regolamento CE 805/2004, potrà essere certificata come titolo esecutivo europeo e potrà essere automaticamente eseguita nei Paesi Bassi.
Il secondo intervento normativo (Regolamento n. 1896/2006) istituisce una procedura di ingiunzione di pagamento europea che si applica alle controversie sia civili che commerciali transfrontaliere se il credito sia liquido, esigibile e non contestato. Una volta emessa l’ingiunzione di pagamento, se il debitore non si oppone, l’ingiunzione di pagamento europea diventa esecutiva e, senza bisogno di exequatur, è riconosciuta ed eseguita negli altri Stati membri. 
Pertanto, ricorrendone i presupposti di legge anche in termini di giurisdizione, sarà possibile per il creditore italiano,  instaurare in Italia il procedimento di ingiunzione di pagamento europea contro il debitore olandese. Detta ingiunzione costituisce titolo esecutivo europeo  e potrà essere automaticamente eseguita nei Paesi Bassi.
In entrambi i casi (sentenza certificata come titolo esecutivo europeo o ingiunzione europea di pagamento), si consiglia di procedere con l’istanza di fallimento al fine di costringere il debitore a pagare quanto dovuto.

Sub 3: Il sequestro conservativo
Nei Paesi Bassi è possibile ottenere un sequestro conservativo ai danni del debitore in maniera piuttosto rapida ed efficace: è sufficiente indicare le ragioni e l’ammontare del credito ed esibire la documentazione a sostegno della domanda. 
Il sequestro viene eseguito dall’ufficiale giudiziario ed il creditore è tenuto ad instaurare il giudizio di merito nel termine di 30 giorni. Decorso inutilmente il termine suddetto, il provvedimento di sequestro perde efficacia.
I beni sequestrati restano indisponibili per tutta la durata del giudizio di merito ed il creditore potrà rivalersi sui beni sequestrati solo nel caso in cui sarà risultato vittorioso all’esito del giudizio medesimo.   
Giova evidenziare che, nel caso in cui il debitore venga dichiarato fallito in pendenza del giudizio di merito, il provvedimento di sequestro perde efficacia.
Ne deriva che il sequestro, in caso di recupero crediti, può avere una efficacia limitata e residuale.
Se viene emessa una sentenza, non adempiendo il debitore a quanto in essa disposto, è dunque preferibile procedere con l’istanza di fallimento per mettere in esecuzione il titolo ottenuto.

Sub 4: Il processo sommario di cognizione
Qualora ricorrano motivi di urgenza è possibile instaurare un procedimento sommario nei confronti del debitore. Il giudice, se sussistono i suddetti motivi di urgenza,  emetterà  un provvedimento provvisorio di condanna e rinvierà l’esame nel merito della domanda proposta dal creditore ad un successivo giudizio ordinario, che potrà concludersi con una sentenza di conferma o di revoca del provvedimento provvisorio di condanna precedentemente emesso. 
La controparte solitamente esegue spontaneamente quanto disposto dal giudice nel procedimento sommario, e ciò al fine di evitare di dover soccombere nel procedimento a cognizione piena, con tutte le conseguenze che ne derivano. 
Preme evidenziare che la domanda volta alla instaurazione di detto procedimento sommario viene accolta  di rado e solo nel caso in cui il debitore versi in gravi e comprovate difficoltà finanziarie.

3. Il recupero delle spese e degli interessi in via stragiudiziale

Nei Paesi Bassi, il tasso di interessi applicabile in caso di ritardo nei pagamenti è quello  concordato dalle parti nel contratto e nelle relative condizioni generali, purché debitamente sottoscritti da entrambe.
In mancanza di contratto si applicheranno gli interessi al tasso legale, che, attualmente, è pari all' 8% su base annua.
Nei Paesi Bassi il debitore è anche tenuto al pagamento delle spese sostenute dal creditore per il recupero stragiudiziale del credito, spese determinate sulla base di una scala progressiva. Alcuni studi legali ed operatori del settore di recupero crediti sono disposti  a sopportare il rischio di tali costi e a coprire i medesimi. Bierens è uno degli studi legali che  offre questo servizio.

Se desiderate maggiori informazioni sul recupero crediti nei Paesi Bassi vi invitiamo a prendere contatti con il nostro ufficio telefonando al numero + 31 (0) 413 31 17 77 o ad inviare una  e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] .
Presso la nostra sede vi sono avvocati  e consulenti che operano in dieci paesi europei con piena conoscenza e padronanza delle relative lingue.
Una consulenza telefonica non comporta alcun costo.